Confini geografici
Fiumi Sangro al Nord, Fortore ad Est, Ofanto a Sud, Calore e Volturno ad Ovest.
Il Sannio (Safìnim)
Già abitato dal 1700 – 1300 a.C. da popolazioni osco-ausonie, dal 1300 al 1000 a.C. fu interessato da migrazioni umane appartenenti al gruppo linguistico “italico orientale“ o osco-umbro che l’abitarono fino alla conquista romana: i Sanniti. Erano il risultato della commistione avvenuta in epoche remote tra i popoli piú antichi d’Italia che avevano generato gli Aborigeni, e questi generarono: Umbri, Sabini ed Enotri che, a loro volta generarono anche Piceni, Marsi, Equicoli, Ernici, Volsci, Lucani e Bruzi.
Le prime avanguardie sannitiche si stabilirono tra l’Abruzzo ed il Molise settentrionale e da qui, nel corso dei tre secoli successivi, cresciuti in gran numero, occuparono tutto il territorio fino al fiume Ofanto.
I Sanniti (Safinèis)
I Safinèis erano tutti i Sanniti. Le quattro tribù canoniche furono quelle dei: Xarècini (sul fiume Sangro), Pentri nel Molise, Caudìni nel beneventano occidentale, gli Hirpìni nel beneventano orientale e nell’avellinese. Affini, ma non sannitici, erano anche i Frentani che abitarono l’attuale provincia di Chieti e le coste del Molise fino al fiume Biferno.
Le attività economiche da cui traevano il sostentamento erano rappresentate dall’agricoltura, dalla pastorizia transumante, dall’allevamento dei suini, dei bovini e del pollame oltre al commercio, di cui fungevano da tramite, con il mondo apulo-campano e magno-greco di Cuma.; tra il V-IV secolo a.C. sorsero le prime elìte principesche sannitiche (es: Papii, Pontii, Obsidii, Helvii, etc.).
La Tòuta hirpina (Il territorio di tutti)
Si estendeva dal fiume Tammaro al Fortore, dal Calaggio all’Ofanto e da qui al Sabato fino alle sorgenti del Sele. Le città erano 22: Tauràsia Cisauna, Clùvia, Equo Tutico, Meles, Eclano, Velia, Fulsule, Cominio, Trundim, Akudunniad, Morganzia, Ercolano, Palombino, Avellino, Rhomilia, Boviano, Sabazio, Feritro, Aletria, Ferentino, Conza oltre alla capitale Benevento. Le tribù Hirpine erano, procedendo da Nord a Sud,:Taurasi, Stellati, Eclani, Aquiloni, Avellinati Protropi, Compsani, Marsi. All’inizio della loro storia, gli Hirpini erano stanziati lungo la dorsale dei monti della Daunia, sul versante foggiano, tra i corsi superiori dei fiumi Vulgano,Carapelle, Cervaro ed il medio corso dell’Ofanto.
Fiere della propria indipendenza e bellicose, le tribù del Sannio (700.000 individui) molto spesso sconfinavano per impossessarsi dei territori più fertili dei popoli limitrofi, Apuli, Campani, Oschi e Ausoni, che furono costretti all’allenza con la nascente potenza romana (scoppio della I guerra sannitica). Nel corso di un secolo,dal IV al III secolo a.C., Roma in un primo momento alleata dei Sanniti contro i Campani, a parte l’episodio di Caudium, li sconfisse sistematicamente e li sottomise. Tanto era spopolato il Sannio nel II secolo a.C. che Roma, per ripopolarlo, deportò 40.000 famiglie di Liguri Apuani e Friniati in territorio hirpino.
Durante le guerre annibaliche, fra i Sanniti, i soli Hirpini furono alleati dei Cartaginesi e sconfitto Annibale a Zama, i Romani si volsero contro gli Hirpini. Iniziarono le distruzioni delle loro città e villaggi, efferatezze d’ogni genere e la schiavitù.
Guerra sociale dell’ 80. a.C.: i Sanniti superstiti chiesero più volte la cittadinanza romana senza che le fosse mai concessa. Parteggiarono, quindi, per il triunviro Mario (partito popolare) antagonista del triunviro Silla (partito aristocratico). Nel corso delle operazioni belliche che ne seguirono, Silla sconfisse i filomariani e gli alleati Sanniti nella battaglia di Porta Collina (Roma). Silla odiava a tal punto i Sanniti che affermò: “Fintanto che vivrà un solo Sannita, nessun Romano sarà al sicuro“. Ebbe inizio una più feroce repressione. I superstiti furono venduti schiavi e le loro terre furono confiscate (Agro pubblico).Da quel momento, cessò per sempre la storia dei Sanniti e del Sannio. Con la riforma delle Regioni attuata da Ottaviano Augusto, il Sannio, beneventano e avellinese, confluì nella II Regio che assunse il toponimo di Apulia, Calabria, Sallentini et Hirpini.
Tradizioni storiche dei Sanniti
T.Livio: “…preferivano essere vinti che rinunciare a tentare la vittoria”.
Plinio: ”… tra le più forti genti d’Italia”.
Floro: “Gente che vive in ambienti montani aspri e selvaggi e che pratica il brigantaggio”.
Festo: “Gli Hirpini sono così chiamati dal nome del lupo, che i Sanniti chiamano hirpos; avendo infatti seguito quello come guida, occuparono il territorio”.
La società sannitica
Rigore nei costumi, frugalità della vita quotidiana e società patriarcale spinsero Strabone, geografo greco, a ritenerli Spartani emigrati in Italia e di essi scrisse: Dicono che presso i Sanniti viga una consuetudine onorevole e atta a promuovere le qualità migliori: non è consentito di dare in sposa la figlia a chi si vuole, ma ogni anno vengono selezionate le dieci vergini migliori (dal consiglio degli anziani); e tra loro, la prima è data in moglie al primo, la seconda al secondo, e così via, e se qualcuno che ha ricevuto quell’onore cambia comportamento e diviene abietto, è colpito da atimìa (perdita del diritto acquisito) e gli viene tolta la moglie.
L’alfabeto
Nella sua forma definitiva del IV secolo a.C. si componeva di 21 lettere. Erano escluse le consonanti C, rappresentata dalla K, la Q, la vocale O. La scrittura e la lettura procedevano da destra verso sinistra.
L’esercito
Era composto prevalentemente dalla fanteria che era dotata di elmo bronzeo o di ferro chiomati di varia foggia, di una tunica di lino bianca e vivacemente colorata sulle aperture, di un pettorale, la spongia, di pietra calcarea retta da legacci di cuoio, di una spada corta (gladio), di un pugnale, di giavellotto (pilum) e di un’ ascia corta da combattimento. Completavano l’armamento lo scudo ovoidale (scutum) ed un solo schiniere di bronzo, di ferro o di cuoio a protezione dello stinco sinistro, ove è posta l’arteria principale.La cavalleria rappresentava un decimo della fanteria ed era dotata dello stesso armamento.
Le forze in campo rappresentavano un quinto della intera popolazione. Inoltre, tutte i quattro popoli potevano disporre di una propria legione (6.000 uomini) composta dai più valorosi e dai benestanti.
Le armi, elmo, l’impugnatura della spada, scudo e schiniere, erano fregiate con motivi mitologici o tribali in oro o argento. Questa legione era sottoposta a giuramento vincolante secondo cui chiunque avesse indietreggiato di fronte al nemico o si fosse dato alla fuga sarebbe stato ucciso dai suoi stessi compagni o parenti.
Il giuramento avveniva all’interno di un recinto di circa 250 mt. per lato e il cui rivestimento era composto, per impedire la vista interna, da lunghi teli di lino (da qui traeva il nome la legione: Linteata). Il rito era officiato dai sommi sacerdoti e chiunque si fosse rifiutato di prestare giuramento sarebbe stato ucciso all’istante.
The Samnium was already inhabited by Osco-Ausonic peoples since the 1300 till 1000 BC. These populations belonged to the linguistic group called “Oriental Italic” or Oscan-Umbro. They occupied the Samnium area till the Roman conquest. The Samnites were a mix of the most ancient inhabitants of Italy who then became the aboriginal people. They were Umbri, Sabines, and Enotri. These then gave rise to the Piceni, Marsi, Equicoli, Ernici, Volsci, Lucani and Bruzi.
The first Samnites established themselves between the land of the Abruzzo and northern Molise. In the following three centuries they grew in number and occupied the entire territory up to the Ofanto River.
The Safeneis were all Samnites. The four canonic tribes were the Xarecini(along the Sangro River) The Pentri in the Molise territory, The Caudini in the western Beneventum area, the Hirpini, in the eastern Beneventum and Avellino areas. Finally, though they were not Samnites, there were the Frentani, who inhabited the present province of Chieti and the coasts of Molise up to the Biferno River.
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