Le lotte contadine per la rivendicazione della proprietà della terra hanno segnato per oltre un secolo la storia sociale di Aquilonia.
Esse cominciarono nel 1810, con il varo delle leggi che abolivano il feudalesimo nel Regno di Napoli e prescrivevano l’assegnazione ai braccianti delle estese tenute demaniali passate in proprietà delle amministrazioni comunali, ma quando i contadini cominciarono a chiederne le quote, l’opposizione dei possidenti fu molto forte e determinata.
Il primo progetto di divisione del demanio detto Mezzana, risalente al 1812, fu lasciato subito cadere e nuove richieste popolari, avanzate sull’onda dei moti del 1848, non furono accolte.
Il 21 Ottobre 1860 la massa, esasperata dall’ostinata avversione dei ricchi amministratori locali al riparto dei terreni, stretta nella morsa della povertà, proclamando la fedeltà al re Francesco II di Borbone si sollevò in armi contro i “galantuomini”.
Nel periodo 1870 – 1877, si diede luogo alla prima quotizzazione, con la quale furono divisi tra i contadini nullatenenti il demanio Mezzana e parte del demanio Mattina.
Dopo lungo tergiversare (1883 – 1887), si realizzò la divisione di parte del demanio boscoso di Sassano, che tuttavia non riuscì a soddisfare tutte le richieste.
A seguito di alcuni nuovi tumulti (1895 – 1898), si procedette ad una nuova quotizzazione, riguardante la restante parte di Sassano e una zona del demanio Montarcangelo ma il problema della cronica povertà dei braccianti rimase insoluto.
Nei primi anni del Novecento molti contadini abbandonarono le quote ed emigrarono in America.
Dopo la seconda guerra mondiale vi furono nuove richieste di ripartizione dei terreni incolti o mal coltivati.
Nel 1947 si occupò la tenuta Mattina e, dopo scontri con la polizia e numerosi arresti, alcuni ettari furono assegnati alla Cooperativa locale “LA PROLETARIA”.
L’Alta Irpinia – e quindi anche Aquilonia – rimase comunque esclusa dalla riforma agraria ed i contadini, negli anni Cinquanta, abbandonarono i campi e si trasferirono nelle grandi città industriali del Nord Italia o all’estero.
The peasant struggles to own the land they worked on lasted for over a century. They were part of the social history of Aquilonia.
The skirmishes began in 1810 after feudalism was abolished in the kingdom of Naples. The law gave ownership to the peasants of the land formerly held by the towngovernants. But when the peasants tried to take ownership, they found strong and determined opposition from the former administrators of those lands.
The first plots of land to be assigned were those in the “Mezzana” section but this effort was abandoned in 1812. Peasant calls in 1848 for the assignment of new plots were not heeded.
On October 21st 1860, the peasants, exasperated by the continued refusals of the rich local administrator to grant any land, proclaimed their allegiance to king Francesco II of the house of Bourbon, and rose up in arms against the rich landed gentry also known as “Galantuomini”.
After a rather long back and forth (1833-1837) there was finally an agreement on the partitioning and land grants in the wooded area of Sassano. But it did not satisfy all the demands of the peasants.
At the beginning of the 1900’s many peasants abandoned their plots and emigrated to America.
In 1947 peasants occupied all the territory called “Mattina” which led to clashes with the police and some arrests. As a result, a few hectares were granted to the local Cooperative called “La Proletaria.”
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