Era un forno particolare, nel quale si cuocevano pietre calcaree bianche, da cui si ricavava la calce, utilizzata dai muratori per preparare la malta (miscela di acqua, sabbia e calce spenta), necessaria per innalzare i muri in pietra o in mattoni e realizzare gli intonaci.
Le calcare sorgevano in aree montane, sia perché qui si rinvenivano piú facilmente le pietre da cuocere (sassi bianchi di carbonato di calcio, non segnati da strati né da vene di altra composizione, e riconoscibili dal colore) sia perché c’era bisogno di grandi quantità di legna da ardere che i vicini boschi mettevano a disposizione.
A volte, si trovavano calcare in prossimità di cantieri edili e di strade piú facilmente percorribili per il trasporto dei sassi cotti.
Su un terreno in forte pendenza, si praticava uno scavo circolare (del diametro di 3 o 4 metri e dell’altezza di circa due), le cui pareti venivano rivestite da una costruzione in muratura seminterrata, aperta verso l’alto, libera sul davanti ed avente in basso, dalla parte scoperta, un’imboccatura quadrata di 50/60 cm di lato, attraverso la quale era possibile immettere la legna da bruciare.
All’interno, all’altezza di meno di un metro, veniva realizzato, con le stesse pietre calcaree, un robusto vòlto (solaio ad arco) sotto cui veniva acceso il fuoco e su cui si poggiavano a strati quelle da calcinare, in quantità tale da riempire tutto il vano della calcara.
Bisognava alimentare il fuoco per due o tre giorni, finché i sassi non fossero cotti.
Raffreddati ed estratti, in contenitori dal fondo ribaltabile (zemmíne) a dorso di equini o su carri, si trasferivano nei cantieri, dove venivano immersi in una fossa colma d’acqua.
Bagnati, ribollivano e si trasformavano in una sostanza cremosa, in morbida calce viva.
Quando questa doveva durare a lungo, la si copriva con uno strato di terra perché non si seccasse.
Le calcare tipiche sono scomparse quasi del tutto: oggi si fa uso di calce in polvere, prodotta in moderni stabilimenti, o di altri collanti.
This was a special kiln. In it they baked lime stones, to make the lime utilized by the masons to prepare the ‘malta” (a mixture of water, sand and lime) used in building stone and brick walls as well as stucco.
The limekilns were usually located in mountainous areas where it was easy to locate the limestone, as well as the large quantities of wood kindle the fire for the kiln.
One had to stoke the fire for two or three days, till the stones were well baked. Once they cooled, they were gathered in containers with an operable bottom which were then carried by mules, or on carts, to the construction sites where they were immersed in a ditch filled with water. Once in the water, the baked stones would boil and turn into a soft white lime. When the lime could not be used right away, it was covered with a layer of earth to prevent it from drying up.
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